30 Maggio 2018

Vini da territori vulcanici

Nei giorni scorsi il vulcano Kilauea alle Hawaii, con la sua lava incandescente e le sue nubi di cenere, ha dato dimostrazione della sua natura potente e selvaggia. Nel corso dei secoli, dalla distruzione di Pompei ed Ercolano nel 79 d.c., fino alle vicende dell’Eyjafjallajökul islandese, passando per la più grande esplosione dell’indonesiano Tambora, i vulcani con le loro eruzioni, ma anche con la sola presenza, hanno colpito l’immaginario delle popolazioni e prodotto un fascino quasi irresistibile sugli esseri umani, in un misto di venerazione e di terrore.

Il mito vuole che Efesto, dio del fuoco, avesse la sua grande fucina nelle viscere dell’Etna dove forgiava le armi per gli Dei.

Proprio i terreni dell’Etna, insieme ad altre zone vulcaniche italiane, sono stati i protagonisti della serata evento organizzata da Fisar Milano Duomo, mercoledì 23 maggio, con “l’intruso”, ben accolto da tutti i partecipanti, relativo ad un vino proveniente dalla Nuova Zelanda.

In tale contesto, Alessandro Barbieri e Attilio Toffolo hanno introdotto i partecipanti ad un percorso di degustazione di 6 vini, spiegando adeguatamente le grandi differenze dei terreni, delle caratteristiche qualitative e della composizione delle rocce, nonché la divisione classica tra attività di tipo effusivo, in zone con poca presenza di silicio nel magma, che si manifesta in colate di lava (Etna) e attività di tipo esplosivo, in zone ad elevata presenza di silicio (Campania) dove si ha il classico materiale piroclastico.

In entrambi i casi, tuttavia, tutti gli studiosi sono concordi nell’enfatizzare la fertilità e la ricchezza dei terreni, che sono poi riscontrabili nelle caratteristiche qualitative dei vigneti e dei vini da questi prodotti dove, a seconda dei casi, possono prevalere gli aspetti floreali, di eleganza oppure quelli legati alla mineralità, al corpo e al carattere. In sintesi, una grandissima qualità dei vini.

Di seguito alcune note di degustazione e un abbinamento per i 6 vini protagonisti della serata.

Durello VSQ Metodo Classico Brut, Dama del Rovere
Da un piccolo produttore una bolla intrigante non solo per freschezza e mineralità ma soprattutto per una acidità tagliente e che invita alla beva. Al naso delicatissime note citrine e di mandorla amara caratteristiche del vitigno. Metodo classico davvero gastronomico, dà il meglio di sé abbinato agli gnocchi di malga dei Monti Lessini.

 

Woven Stone Pinot Gris 2014, Ohau wines
Colore già virato su tonalità di oro scarico; bel naso di frutta sentori di pera matura ma anche albicocca; finezza di sentori di fiori maturi; in bocca bella e sostenuta acidità, sensazione tattile di polpa di pera o di melone, alcol discretamente percettibile; per la decisa acidità e le note di dolcezza in bocca ci sentiamo di consigliarlo con piatti etnici, in particolare della tradizione asiatica.

 

Titolo Aglianico del Vulture DOC 2015, Elena Fucci
Bel colore rubino carico; al naso fiori, frutta, vinosità, spezia e tostatura; bocca di travolgente acidità, polposa, godibile. Alcol e tannini presenti. Ancora giovane, ma di ottima beva.

 

Vinupetra Etna Rosso DOC 2015, I Vigneri
colore rosso rubino, al naso frutta rossa, fiori secchi, balsamicità, nota iodata. Ingresso in bocca delicato, nulla di scomposto, gli elementi dell’orchestra suonano armonicamente: alcol ben integrato, tannini morbidi, acidità ben vestita; l’orchestra accompagna il solista, la sapidità, che lascia un piacevole ricordo nel fine bocca.

 

Valferana Gattinara DOCG 2009, Nervi
Dal vigneto Valferana un nebbiolo austero, magro e tuttavia elegante, con un naso in cui colpisce il sentore di erbe officinali e di rabarbaro. In bocca i tannini sono setosi, finissimi e ci forniscono un vino davvero equilibrato e di gran classe. Abbinamento d’obbligo la cacciagione, soprattutto capriolo e cinghiale.

 

Malvasia delle Lipari DOC 2016, Francesco Fenech
Color giallo dorato per un vino passito davvero equilibrato. In bocca la componente zuccherina è sorretta da una bella spalla acida che rende la beva piacevole e invitante senza mai essere stucchevole. Al naso sentori elegantissimi di fiori dolci, uvetta, fichi. L’abbinamento perfetto per i dolci delle isole Eolie e della tradizione siciliana.

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