Loira, un patrimonio dell’Unesco vocato alla viticoltura

Posted on feb 7, 2017 in blog
Loira, un patrimonio dell’Unesco vocato alla viticoltura

A cura di Stefania Turato.

Loira: terra di castelli e vigneti.

La Loira è un lungo nastro d’acqua, dalla sorgente al mare, su cui poggiano clivi vocati, alcuni conosciuti durante il percorso di studio per gli Aspiranti Sommelier.

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La Loira è patrimonio dell’Unesco, raccoglie anche più di 200 castelli meta di turismo da tutto il mondo. Uno di questi Chateau d’Amboise conserva le reliquie del nostro caro Leonardo Da Vinci.

Il fiume Loira divide praticamente la Francia settentrionale da tutto il resto del paese, sul territorio, quasi a dire, tra castello e castello vigneti piantati a Chenin, Sauvignon, Melon de Bourgogne e Cabernet Franc, quest’ultimo che non ci aspettiamo.
Soprattutto vino bianco quindi, con acidità vibrantissima, da cui non ci si può aspettare molto, se non un bianco secco, insapore.

Siamo andati a cercare territori limitrofi, sparuti, dove i produttori marciano a ritmi diversi, più accordati con la natura e col loro lavoro innalzano la qualità di questa zona di Francia.

La Loira e lo Chenin Blanc.

5Tra tutti i vitigni menzionati lo Chenin Blanc spicca tra gli altri anche se non sempre gli è riconosciuto il suo potenziale.

Alcuni produttori hanno fatto dello Chenin Blanc una religione e abbiamo apprezzato una sua vendemmia giovane dal vigneto Coulee de Serrant di 7 ha, nel corso della degustazione a Milano, il primo febbraio scorso.
La paletta olfattiva si è aperta con il susseguirsi di profumi di miele, pera cotta, per dirne solo due, e straordinariamente armonioso. Non c’è nulla da dire, ha parlato il vino.

Il Sauvignon della Loira.

Più conosciuti e riconoscibili i vini da Sauvignon, una bevuta di terroir per il Poully – Fumè che si arricchisce del passaggio in legno e per il Sancerre, con un naso talcato e delicatissimo, grazie al terroir di terre bianche di gesso, selce Silex più a est e amatissimo kimmeridgiano, dell’epoca geologica del Giurassico Superiore che ci avvicina ad altra vocata e sospirata area vitivinicola famosa per i bianchi.

Il Cremant de Loire.

41La Loira è la seconda regione di vini spumanti in Francia.

Il Cremant de Loire è la seconda denominazione individuale.

Il primato sappiamo benissimo di chi rimane.

E’ ingiusto dire che lo Chenin Blanc non sia una buona base spumante, ma le sue qualità “aromatiche” tendono a contrastare più che ad assorbire gli effetti della seconda fermentazione.

In secondo luogo questa è la caratteristiche che fa una delle più grandi uve bianche del mondo quando è botritizzata.

E’ ben percepito sulla parte sud est del Massiccio Armoricano con la AOC Coteau du Layon, 1400 ha circa, che poggia su scisti e sabbia. I vigneti fruiscono di un clima particolarmente secco assieme al clima temperato marittimo. La ventilazione stimola la crescita primaverile.
L’incapacità di avere vendemmie regolari e di uve del tutto mature, costringe a diversi passaggi in vigna per la raccolta.

Di acidità si fa virtù e da una uva botritizzata, il tempo diventa l’alleato desiderato.

Le zone vitivinicole della Loira.

20Andare a cercare zone quali:
Jasnières che può reggere il confronto con Savennières ed Anjou.
Bourgueil per un vino rosso da uve Cabernef Franc con beva entro i 6 anni.
Chinon per rossi interessanti, da terreni sabbiosi e calcarei tufacei, con potenziale di invecchiamento di circa 10 anni.
Vendomois e Cheverny dove si coltivano uve autoctone Romorantin.
Cotes du Forez per un Gamay, per rosso e rosato.
Champigny per rossi fragranti,
Vouvray per rossi con potenziale di invecchiamento di 10 anni, un poco costosi.
Cote Roannaises per un Gamay che cresce su suoli vulcanici (AOC dal 1994)
e ancora St. Porcain, vigneti piantati da fenici, non romani stavolta, per rossi e bianchi da Gamay e Pinot Nero, Tresallier e Saint Pierre Doré.